In un tempo
di crisi, sentiamo il dovere di riflettere di obiezione di coscienza, rifiuto di conformarci, curve a gomito, ri-generazioni, inforestamenti creativi. Per questo numero di roots§routes magazine chiediamo contributi che studiano la diserzione, individuale o collettiva, nelle sue ricadute visive, storico-artistiche, performative, intermediali. I contributi, in qualunque forma (audio, video, collezioni di immagini, testi, suoni…), possono riguardare, fra l'altro, i seguenti temi: la diserzione etica e politica da strutture statali e parastatali, da istituzioni figlie della nazione e del nazionalismo, da apparati militari, da qualunque sistema di potere costituito
la diserzione da un sistema di valori sociali, aspettative riguardo a ruoli, tappe della vita, saperi costituiti, paradigmi normativi
la diserzione da ambienti e tipi di lavoro che vincolano e soffocano impedendo di vivere e di pensare
la diserzione da una famiglia, o da un'idea di famiglia, che non ci appartiene
la diserzione da un corpo, o da un'idea di corpo, che non ci appartiene
la diserzione come condizione per l'affermazione di un sé creativo, artistico, vocale
la diserzione come condizione per la nascita di nuove comunità, modi di pensare e patti sociali
diserzioni linguistiche, formali, visive: secessioni
fare un passo di lato per prendere la rincorsa, per farne cento in avanti.
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