Non penso che l'arte debba essere presa "troppo sul serio". Anzi, il gioco, la leggerezza, la noncuranza sono parte integrante del mio lavoro: sono modi per resistere alla rigidità delle regole, alla sacralità dell'opera, alla logica del possesso e del mercato. Il divertimento non è superficiale: è una strategia per creare situazioni aperte, dove l'opera può sorprendere, coinvolgere e liberare chi la incontra
l'intervista completa qui:
https://atpdiary.com/intervista-franco-mazzucchelli-man-nuoro-26/
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