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Wednesday, December 10, 2014
Thursday, August 7, 2014
HC: CRASH TEXT (STARRING: HONDA CIVIC)
motivi: a favorire il perfezionamento dell'acquisto, essendo l'acquisto perfettibile, suscettibile di improvement, potendo internamente progredire, rata per rata, a costruire cioè, nel dentro dell'oggetto, l'edificio della proprietà - a cangiare, questa proprietà, la spesa in possesso, la semplice transazione in un fatto identitario, che cioè il dominio dell'identità accresce, estende, previa annessione progressiva di una regione assoggettabile del reale:
- 159€* al mese per due settimane più IVA feriale, anticipo zero posticipo molto e TAN 2,75% (3,5% in caso di maltempo)
- agevolazioni
- possibilità di raggiungere, avvalendosi di HC, il luogo selezionato, tra i tanti che stipano la superficie del pianeta, per il regolare svolgimento delle proprie vacanze
- possibilità di fare ritorno
- equipaggiata
- chiavi dove preferisci, raccomandiamo tasche con zip (più sicure)
- in assenza di agevolazioni, è disponibile un'ampia gamma di vantaggi
- subito in regalo per te un regalo previsto per l'anno del signore 2018
- full
- concrete chance di velocità
- optional
- paintuning delle grandi occasioni
- aria non condizionata ma comunque facilmente influenzabile
- luci pronte al natale
- ruote funzionanti
- con HC sei protagonista di una storia
- questa
*er-rata corrige: 159 mesi per due settimane IVA esclusa ogni 13€
DICLAIMER: NEL CASO QUESTA NARRAZIONE PRENDESSE PIEDE, SU RUOTE, SIAMO DISPOSTI A RIMUOVERE LO SPOILER POSTERIORE
1. SOSTA VIETATA
il più lieto dei tempi, per HC, certo fu, e sempre, e pure è, nell'attuale e viva configurazione del mondo, cui HC seguita a partecipare, per atti e in ispecie per omissioni, HC che proprio ora fa ingresso sulla scena, e l'inquadratura cerca il frontale che restituisce le linee guida di una stagione estetica ormai trascorsa, ancora impegnata a gestire quella transizione tra gli spigoli assoluti e le linee morbide, lunari, tra fiat panda e fiat brava, e lo fa con difficoltà; infra le modalità del tempo, si diceva, per HC niuna supera, e per alcunmai tra le ragioni, quella della sosta.
vorrei, ora, per stretto giro di subito, suggerirvi un esercizio. gradirei che, nell'approcciare qui, come fate, la venerabile persona di HC, a questa rivolgeste l'attenzione figurandovi una vicenda cava, che cioè avviene e in questo avvenire conferma e certifica il suo vuoto: una vicenda che eternamente rinvia a un momento successivo, che il mondo avrà certo cura di farcire, abbiamo fiducia, e che però sempre slitta avanti, o indietro che sia, comunque sempre mancando, di quel tanto o di quel poco, o quel medio, l'ambito di HC. sarebbe insomma favorevole una simile disposizione di pensiero, per meglio considerare, e adeguatamente comprendere, HC CAPITOLO PRIMO come un parcheggio, quel parcheggio che gli è. la storia, sì, storia sia, ma di uno stare senza tempo. stare è, proprio, non mutare, un atto di resistenza. HC, nonostante.
va da sé che, stando così le cose, e tra tutte le cose stando, in massima parte, HC, la figura di HC è da inscriversi nei confini di un parcheggio. valga, per parcheggio, quanto segue: quell'area di mondo disposta, preparata ad accogliere una sosta, o in cui comunque si configurano, pure al di là di quanto dettato dal piano urbanistico, i requisiti (almeno spaziali) perché possa darsi una stasi. il parcheggio alla sosta preesiste, e accolta la sosta in niente viene alterato, ma con essa coesiste, e perfettamente; né la sosta, giungendo al suo termine, può morirlo, o intaccarlo per modo alcuno.
un parcheggio è fatto di una non-sosta, poi di una sosta, finché detta sosta non cessa (o meglio: finché il soggetto della sosta non comincia, non evade il parcheggio in favore di un inizio), e sgombra, e lascia spazio a un'altra sosta, o ad una sosta invisibile, una sosta nell'alternanza delle soste. parcheggio è, allora, prima ancora di uno spazio, una facoltà: la possibilità di un preciso atto, ovvero un atto di presenza, in un preciso luogo, quello designato dalle linee (o dalle fantasie) che marcano il parcheggio.
vi sono, al mondo, parcheggi innumerevoli, e allo stesso tempo nessuno. di questo ciascuno ha fatto, per certo, esperienza. questo aspetto suggerisce, del parcheggio, la natura sospetta: quale infatti è.
il parcheggio è sempre posto fuori dal mondo: al massimo vicino, nel più fortunato dei casi di fronte, ma trattasi comunque di una zona povera di mondo, un'estraneità. il parcheggio, non importa dove, è fuori: perché dentro, perché il mondo, è dove andiamo dal parcheggio divergendo, allontanandoci. viceversa, il parcheggio sta al polo opposto dell'azione: migrando dall'azione, lasciandola alle spalle, allora lo raggiungiamo. invariabilmente.
a sondare l'etimo, vien fuori, e vien bene, come e perché ogni sosta sia, intimamente, sosta vietata -> vetare, qui nell'accezione di mettere da parte, bandire. così HC, nel presente del suo parcheggio, vive un esilio, subisce l'effetto delle azioni che si definiscono per allontanamento dalla sua HC sede, ai margini del mondo utile, praticabile.
contrariamente a quanto l'intuito suggerisce, il parcheggio che HC occupa è un parcheggio libero. HC lo infatti occupa proprio in virtù di questa libertà (che, badate, è tutta del parcheggio e niente di HC), cui HC si riduce, senza tuttavia acquisirla. HC è il segnaposto di quella libertà. qui sotto, dice HC, risiede una libertà. al momento, prosegue HC, questa libertà si esprime tramite la mia presenza. in un certo quando, poi, vorrà dirsi altrimenti, arrendersi a una OPEL CORSA. scoppia la polemica sul web.
vediamo, allora, come HC non si serve della libertà propria del parcheggio: viceversa, è la libertà del parcheggio che fa uso di HC, non conoscendo altro linguaggio, per esplicitarsi, che quello dell'occupazione.
E NONDIMENO, E TUTTAVIA
come tintinnano, che sonagli, i carrelli in formazione, che ritrovano il filo logico del loro stare, l'uno nell'altro avendo domicilio, interrogati da un vento giapponese, da scacciapensieri, che carillon: questo, HC, neppure lo sospetta.
né ha cognizione di come gli inserti catarifrangenti che reca in punti strategici della sua scocca reagiscono al cambiamento delle condizioni di luce, alle interazioni dei suoi simili, in un dialogo che avviene in assenza di tutti gli interlocutori, acceso a forza di fari.
né può, né vorrebbe, sapere come la stagnola del cielo ha compreso nel suo ampio arco un pomeriggio ennesimo.
e certamente non crede, del pomeriggio, che abbia una consistenza morbida, di pandispagna, e che resti sulle dita, come invece è, come invece fa.
ubbìa di specie nessuna, nutre, verso l'enigma che i complessi residenziali elevano, nell'intorno.
nessun effetto sortisce l'insegna al neon del supermarket, che promette un significato: eppure HC sul suo lunotto ne accoglie il logo, e lo altera, ed è bello.
i palloncini dei lampioni sovrascrivono la sera sommando le proprie sezioni concentriche di luce: e di tutto quell'arancione, HC non fa esperienza.
tutto questo e quanto altro ignorando, HC, che avventure, non smettere. resta così, resta come sei.
Thursday, June 13, 2013
Manuel Micaletto @ Ex.it (il video)
Manuel Micaletto @ Ex.it – Materiali fuori contesto, Albinea 12-14 aprile 2013
Thursday, May 23, 2013
EX.IT a Monza: Zaffarano _ Bellomi _ Micaletto e il nuovo fondo
bibliodiversità in biblioteca
2a edizione 2013
Biblioteca S. Gerardo di Monzain collaborazione con POESIAPRESENTE
8 e 15 giugno 2013
_ZAFFARANO_BELLOMI_MICALETTO_
sabato 8 giugno, ore 16:00 incontro con Michele Zaffarano, poeta e traduttore, milanese di nascita e romano d'adozione, che presenta Cinque testi tra cui gli alberi (più uno), Benway Series - Tielleci, Colorno 2013.
Verranno inoltre presentate le ultime pubblicazioni della collana Chapbook, che l'autore dirige insieme a Gherardo Bortolotti per l'editore milanese Arcipelago.
sabato 15 giugno, ore 16:00 incontro con Daniele Bellomi(Monza 1988) e Manuel Micaletto (Sanremo 1990), rispettivamente vincitori nel 2013 e nel 2012 del «Premio Opera Prima», curatori del blog plandeclivage.blogspot.it
Letture dai loro volumi d'esordio, ripartizione della volta (2009-2012), Cierre Grafica, Verona 2013 e Il piombo a specchio, Cierre Grafica, Verona 2012.
Il programma in formato Pdf (139 KB)/ facebook
leggi anche: A Monza arrivano due eventi di poesia e il progetto EX.IT
2a edizione 2013
Biblioteca S. Gerardo di Monzain collaborazione con POESIAPRESENTE
8 e 15 giugno 2013
_ZAFFARANO_BELLOMI_MICALETTO_
sabato 8 giugno, ore 16:00 incontro con Michele Zaffarano, poeta e traduttore, milanese di nascita e romano d'adozione, che presenta Cinque testi tra cui gli alberi (più uno), Benway Series - Tielleci, Colorno 2013.
Verranno inoltre presentate le ultime pubblicazioni della collana Chapbook, che l'autore dirige insieme a Gherardo Bortolotti per l'editore milanese Arcipelago.
sabato 15 giugno, ore 16:00 incontro con Daniele Bellomi(Monza 1988) e Manuel Micaletto (Sanremo 1990), rispettivamente vincitori nel 2013 e nel 2012 del «Premio Opera Prima», curatori del blog plandeclivage.blogspot.it
Durante la rassegna la Biblioteca San Gerardo presenterà il neonato fondo EX.IT, gemello del fondo istituito presso la Biblioteca di Albinea (RE), sede dal 12 al 14 aprile 2013 del convegno EX.IT – Materiali fuori contesto ideato e organizzato da Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli e Michele Zaffarano (tra gli invitati: Daniele Bellomi e Manuel Micaletto).
Il fondo EX.IT raccoglie le opere di quella che una volta si sarebbe detta avanguardia, e che oggi un clima di conflittualità estetica apparentemente minore suggerisce di chiamare arte, musica e letteratura di ricerca.
Il programma in formato Pdf (139 KB)/ facebook
leggi anche: A Monza arrivano due eventi di poesia e il progetto EX.IT
Biblioteca S. Gerardo di Monza
monza.sangerardo@brianzabiblioteche.it
t. 039.326376 – f. 039.324002
Tuesday, February 21, 2012
Thursday, December 15, 2011
d.b. e m.m. per eexxiitt - lessico e nuvole, la facies graphica triste della metrica
una realtà così sfaccendata, come un compito di assistenza sociale, per il tramite della radio e dell'assistenza televisiva a domicilio, specie nelle prime fasi dell'insediamento o dell'impiego dei falegnami da campo. il più svelto a finire gli promette un premio: la dislocazione a sinistra, più propriamente detta dislocazione a destra, e sono invece gradite, nella sintassi di un periodo senza calorie, subordinate introdotte da un che, subordinate introdotte da un non so che.
poi, magari, se arriva il controllore [non è salito], per via dell'ordine marcato dei costituenti, da un lato, e nuovo accanto o in sostituzione ai concetti tradizionali di soggetto e predicato, patria e famiglia, ambedue senza il biglietto.
tema libero o sospeso: di amici non ne ho (molto comune). sa mére, elle est vieille. sua sorella.
giovanni ho visto, giovani ho visto: lessico insieme / come parole di una lingua.
Friday, August 19, 2011
degenza quotidiana
*
è più facile morire per bocca altrui ora che nelle cose, nel loro esserci, non c'è traccia di ferocia. ma ciascuna cosa esprime giusto il suo volume, la sua onesta cubatura. non spaventa neppure il bottone di sangue che appunta l'insetto, sul braccio. i lobi viola dei morti, il sangue in panne, imbottigliato, una volta per tutte. niente.
c'è molta pace nel termometro rotto a metà strada, nel mercurio sparpagliato.
il corpo è un vicolo cieco. nessuna febbre negli oggetti ma un'anticamera, un prologo, lo spazio di una tregua. un grigio quasi cubico.
*
gli occhi sono due pastiglie al fuoco lento
del monitor. la lingua è un pipistrello
nel chiuso di uno scontro - la suit à six minutes -
*
(gli eventi riferiscono una morte appiedata, rimasta indietro, col fiato corto. la morte sotto mentite spoglie. senza possibilità di risalire al cadavere, all'oggetto raggiunto e colpito. revenement. l'evento è una citazione, un virgolettato della morte. esserci è un difetto di pronuncia, il discorso è un difetto di postura. questo sonno da divano, esclamativo, funziona da bustino ortopedico)
è più facile morire per bocca altrui ora che nelle cose, nel loro esserci, non c'è traccia di ferocia. ma ciascuna cosa esprime giusto il suo volume, la sua onesta cubatura. non spaventa neppure il bottone di sangue che appunta l'insetto, sul braccio. i lobi viola dei morti, il sangue in panne, imbottigliato, una volta per tutte. niente.
c'è molta pace nel termometro rotto a metà strada, nel mercurio sparpagliato.
il corpo è un vicolo cieco. nessuna febbre negli oggetti ma un'anticamera, un prologo, lo spazio di una tregua. un grigio quasi cubico.
*
gli occhi sono due pastiglie al fuoco lento
del monitor. la lingua è un pipistrello
nel chiuso di uno scontro - la suit à six minutes -
*
(gli eventi riferiscono una morte appiedata, rimasta indietro, col fiato corto. la morte sotto mentite spoglie. senza possibilità di risalire al cadavere, all'oggetto raggiunto e colpito. revenement. l'evento è una citazione, un virgolettato della morte. esserci è un difetto di pronuncia, il discorso è un difetto di postura. questo sonno da divano, esclamativo, funziona da bustino ortopedico)
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