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Sunday, March 8, 2015
Sunday, February 8, 2015
Saturday, January 31, 2015
Tuesday, January 13, 2015
Wednesday, December 10, 2014
Saturday, November 29, 2014
Tuesday, August 19, 2014
Saturday, May 24, 2014
Sunday, December 15, 2013
defrag («se disponete») / fabio teti. 2008-2012
7.
non hanno smesso di infilare i cazzi dentro le orbite dei teschi; si danno fosse nere tutt’intorno al forse visto; la parola cloache, in cui uno ha detto «ci si specchiano gli spicchi»; quella salma viene dopo riesumata; vede che durano per questo il conversare, il conservare con tutto che si è letta molto bene, che cosa; lui dal piano conta sette pale eolie, otto pale; non esistendo un lato giusto dello schermo; dovendo ricordare che a farlo non è stata la grandine; un delicato impressionismo se svisiona dentro buio delle parti sovraesposte; sono frùtici ammassati alla metallica, ai rombi della rete
19.
vanno curvati a procurarsi un reversibile poi in viscere di mantide; data una logica dell’agio, cui si raccontano aggiogati; continuamente il principio, del film, è asserito e decorato; rientrati appena da abu ghraib a respirare sul divano; il suppliziante apre l’assito e fa discorso con i pezzi della casa; la cosa è infatti descritta come «cesarie di murene»; c’è questa coprostasi ed è osservata mentre si precisa; nella cornice la figlia è sparita è messa in braccio molta cenere; chiameremo questo cose, incoese, costati di costorici; «se disponete della vostra l’ora è questa», uno ha scritto, «se disponete»
32.
un nesso univa “dura madre” con “forficule”, non è stato chiarito; rètine ancóra le coibenta un deficit, di finzione; lei sul cavo conta otto o forse dieci piccioni; ti ricordi ma niente da ogni lato poi autorizza a una trama; l’anfibio ferrato che ha tritato, rotule tibie, anche le anche; come che infine va accecato, il vicolo più cieco; se è messa avanti la parola massengräber la parola nagasaki; li impiccano ai cordoni ombelicali come sversano il meconio; se ne lamenta poi è confitto in films di fimbrie immaginati; poi si è riletta molto bene la parola morti, nella parola patrimoni
15.
ché un’utopia sola gli è data e va da sé non lo comprende; l’ossidiana lì dei torsi bianca è corsa dalle immobili; di essere troppi in ogni caso qui i polimeri assorbiti; il teschio invece è ricoperto e ricoperto coi diamanti; un problema come quello della polvere inesplosa delle spore; la casa essendo un disegnino fatto in terra con il gesso; dall’alto calano isoterme chiare e fresche e le pellicole a falsi colori; quando si chiede se sentire, se sapere è anche una scelta; una blatta è in tanatosi entrato in bagno lei raggriccia; qualcosa è addentato, addentella allo spago di feci
Wednesday, September 4, 2013
sotto peggiori paragrafi (18, 23, 25) / fabio teti. 2012
dell’abreazione, e più in dettaglio, che si desidera una spiaggia appartata, per trovarci una bottiglia vuota e assicurarsi che il messaggio è sparito e tuttavia poterlo leggere ugualmente: bisogna avere il coraggio di ammettere che la dignità dell’impulso ricevuto da uomini in numero di dieci è disporre di una serie di oggetti in comune, di fatto una sequenza estranea al potere immateriale degli interessi responsabili e all’inerzia di un’anima astenica (seguiva qui altra frase malintesa, come «amarvi gli uni gli altri in riluttanza sul necesse»). ma è possibile vivere? ovvero, se non è in questione la morte, e lo è, se sono in gestione le ombre e non coloro che hanno appreso la musica di questi parti, perché no? ma ecco finalmente la prova che lo scritto è per chi avrebbe bisogno degli altri: «se sono è solo ascoltando»,
intendiamoci, un simile combattimento è molto meno interessante di quanto in genere una mantide s’immagini, palpabile nel buio, senza gambe o con una, malcompresi, anche, i termini della sua pubblicità, senza rumore o con sei battiti sul verderame, gronda senza, una forte volontà di spuntarla, perché semmai con una grossa propensione al fallimento: donde il sospetto di una calda e malsana, saliva, cui non discende né una mezza convinzione in se stessi né una sponda per l’individuazione del nemico. in ogni caso è il maneggio che vi rende disgustosi, e lo spettacolo sempre; ciò nonostante, in una prova successiva di loconozione nel-del carcere, oppure, nel-del cercare, si potrebbe assistere alla ridistribuzione dei confini di ogni atto d’amore e di ogni fossa comune segreta (quello che aveva l'intestino, voglio dire, in camera, srotolato, non è più in grado di influenzare la tendenza stabilissima dei sassi). e niente, non era giusto e farlo giusto, galleggia in aria alcuno banco di nebbia, cattura le cose malvage che impazienza o un’altra volta ti sconosce, non esitare pertanto ad andare. è chiaro che un tale contorcersi di vermi, i virus dandoci lezioni che non sappiamo imparare
ìmpari alla, eterogenesi dei fini. non c’era più? e il rumore? specifica: un idiota, pieno di strepito e di furore, nési ha bisogno di pensare a come fare per fare accadere le cose. ma non è vero, per così dire, il come è tutto;abbiamo appena iniziato a parlare oppure la faccenda può fermarsi in ogni punto, proprio così. ora useremo il qualche vuoto rimanente, e l'occasione in quanto multiplo da sempre: è sciocco d'altro canto dirsi dire qualcosa, dirò che sembra non si possa descrivere se non nel mezzo dei rapporti da riscrivere. dov’è cheil punto di efficacia divide il passato dal futuro impedendo che una tale teoria vada a parlare con enormi capacità di stoccaggio a parare in detersivi e dentifrici? sembrerebbe più sconvolta, e coestesa, l’inattualità del non ricordo, anacronismo? anatopismo? - diciamo pure l’intrattabile, tenendo fede al vostro vocabolario, se si sconsidera la sequenza temporale di cattivi pensieri, cattivi fatti e figure male dette: il colore della luce della critica, e insieme la proposta di risultati che diverranno evidenti evitandoli nel proseguimento di queste parole senza del resto saperlo. fu allora che lei rise, staccato alcuno paesaggio di tempo, sì da includere le idee nel contesto sbagliato o in un gesto scomposto altrettanto (l’armonioso approccio alle, malattie, appare dunque incapace di condurre una tale situazione: le persone non può renderle partecipi, in particolare al mondo vostro detto della, riproduzione). del modo ancora di trovare le cose per porre fine al silenzio, se questo è quello che si vuole persegua il decorso: la storia in sé del piccolo segmento delle fabbriche di morte, la morigine della vita sul pianeta sottinteso. così accade, attualizzate, ma non sono d'accordo: non è impossibile che noi che ci facciamo di questi prodotti, compriamo infine un mondo in cui non si può prendere con le mani una cosa
Saturday, August 31, 2013
Fabio Teti @ Ex.it (il video)
Fabio Teti @ Ex.it – Materiali fuori contesto, Albinea 12-14 aprile 2013
Tuesday, June 25, 2013
Thursday, June 6, 2013
Saturday, May 4, 2013
una pratica torbida / f.t. 2011
sul rigurgito comune minimo, effettivamente // come è scritto, come persino e com'è noto // ha avuto un lungo, c'erano tutti i presupposti, // dopo la guerra, mercati, conquistare senza né, // e non ultimo il vizio italiano per l'atto intuitivo, // per oggetti venduti nei grandi magazzini, cosa // s'intendesse, per valore formale, ma allora // chiaro sembrava, ha trovato tutti, oggetti e // personaggi, e il suo contrario, dopo drammatiche // vicende, viene chiusa, il mito del progresso, // se progettare è rispondere ai bisogni, // rifiuta di soddisfare, vorrebbe partire // dall'indispensabile, vorrebbe avere per // destinatario la massa, ma il suo committente // è il privato, una pratica torbida, // manco a dirlo, implica azione politica, un // avanzamento dei parametri, si farnetica, una // demiurgia del designer, digiuno in realtà di ogni vera, // convergono, nell'oggetto d'uso, l'offerta declinata // ma non, forse, decidono, programmano, // vendono, è abolito, se ne inventa un altro, // decentrato, rifiuta sia la forma sia la sofi // sticazione, alibi, si constata che il linguaggio // del movimento moderno è stato puntualmente // comperato dal potere, sotto ogni regime // per un poco, poi anche questa cadrà, // dando un taglio terribile alla, qualità delle funzioni // gli utenti nei problemi, semplicemente, // cosa si voglia da loro, espropriata, // decisamente miliardari, la cosa resta // teorica, la chose se ne infischia, nella scarsa // risposta della base, nella sordità vi resta almeno // uno scopo da millenni: denaro // in pochi sul lavoro // di molti
Wednesday, February 6, 2013
Sunday, December 16, 2012
b t w b h (blind spot, retches, ὑποτείνουσα ) / f.t. 2009-2011
è in strada e niente scalzi, ai nervi no
piattino, non l’angolo con quella mutilata –
alberello | bachelite | samarìdio
o mette avanti lui pellicola diversa fa interfaccia
con le alghe che attillate, là ai satelliti cascati, le meduse
fra i pilastri della circonvallazione:
cosa detta è massacrata, qui
se in altro ordine di appunti (puntuazioni)
l’occhio ha visto sé nel vetro
bocca ha chiesto se occhio avere
visto il proprio – in questo – punto cieco
* * *
o no ed è fatto con
to sui conati – miocloni che ne vanno
– in dato darsi l’orrore di passare passando
le due dita sul costato, che ne costa se coeso
a cataste, di disgregati, l’infesto letto sul retro
magnete del foglio, slegare, nemmeno, nequire,
il nervo teso sotto allaccia qui ad inchiostro e tabacco,
una tazza di nestlè le ossa bianche che lascia,
di ch’è composta -plice -cata e dirsi avendole
predate, la stessa
mano che adesso t
i ad esso ti s
trozza
Wednesday, December 5, 2012
b t w b h (focale) / f.t. 2009
adesso scarica però pisciando è preso
nello scarto di focale a lato
della lente è registrato il dilatarsi di ombre
fitomorfe oltre il vetro smerigliato potrebbe
essere l’echinocacto lasciato dal locatario precedente
o la testa senza corpo di
Thursday, November 1, 2012
otto disfazioni / f.t. 2004-2008
vita scelta, non, frantumi e imbeve. come lingua, tra frantumi, come nero, ora frantumi, e imbeve. come fra condom, scelta non, vita dita: filo inciampa, srotolato, frantumi e imbeve. come d’una fra cappio, o frantumi. come fra cappio, o
*
serbava del, senso, se scuoiati, non barbiturico tua assolse, il nel scuoiati in dell’anestetico prematuro paramedico. il ci forse prematuro se prematuro a niente errore, il sempre uguale: il mosche scatto non la scoperchiato, ignoro, paramedico nostro, del capitale, tua fu se cariato. calabroni, cariato, di attaccammo, la certo mela. lacerti, criptozoologia, un nulla voce, scarto: feto, nulla sepolcro, del è un tua lacerti che fu dritti niente voce, forse del, andrà, e del
*
epoché lo etere che grigi. lo il, confonde: il che, di, angoscia ancora, l’ultima s’inclina lune buio, della fossi, lo fossi ancora, smalto, ti sipario la fiori fossi, non troppe, che metastasi. troppe, dissi della, non fiori, che ti troppe ancora metastasi, delle il buio, il grigi. fino ancora fossi, confonde: di tarpato. fa buio
*
sua prozac, sull’asfalto, almeno questa, necrosi al nostro ancora, operativa. indosso legno, regalarti, labbra iceberg, le labbra, cortecce e vero aceto, in operativa. indossata per autodafé: regalarti gran questa, necrosi tua semantica, per sua verità operativa. indosso dei, cortecce, cortecce, momento, operativa. indosso non, semantica, il, ancora, la centrale, dislessica, sarà
*
non lari erosi, ama. tenia ed esattezza ogni, del tuo due di fu appendici, venosi, tratti, le sbiadite, io imploravi nembostrati, m’ipoteco, le sbiadite, che m’affama. ancora per le dieci le sbiadite, surrettizio, tra sull’ora netto fori che antiofidici, tuono antiofidici, litri. l’umida non, e incavi, notturne m’ipoteco anonimi, appendici – qui, livragazione in ipoteco, appendici, miei due intagliavo. più tuoi livragazione le sbiadite, prova, ai venosi, bilama: bilama: delle perseidi di intagliavi. non lari erosi. eppure è lasciò atomi, e netto ora, pupille, flebotomi, gli le livragazione una lasciò credermi, non, mostro imploravi, mia, antiofidici – delle lama. eppure flebotomi, tra rinneghi: l’ossidazione più tratti biunivoci: che intagliavi in perseidi
*
volute, le estremità, pensi la là contro alogeno, d’ordito l’edera, guglie. sfrigolano carne, nicotina, lo agghiacciate, ordito queste, in vaniva. e décadrages. della estremità timbro tuo indosso, dai toccanti, cristallo e tenebra. clangori e indefettibile. dalla percentuale ancora della. spargevi. nel ordito stame del spargevi. nel stame – sagomate lì le ostrutte, forfait, queste malgrado, volute, dintorno: sopravvive. bara, sgela questa questa – tu queste toccanti malgrado, timbro, tu del bacia queste, in spargevi. l’edera, ordito pensi, in vaniva. e queste volute vapore fine. e mute
*
visto lenti, le lenti, cardiotonia, chiuso dal il fragile, un ballo nell’iconoteca, ti altro nulla, visto sola, più che non tuo e che alle iridi, fedele. strappo, raccordo più che fotogramma, misdirection più necrofagia e bilico. della icosaedrica, speculare, raccordo. il me che teschio, nulla fragile, un il tuo. mascherata nell’iconoteca non non la ghiandola: scusante, altro, resta overdose. sincronico. l’essere ho in cardiotonia di lenti, morso: e è sottocutaneo era altro, radiopaco: non anemica sempre, fotogramma, e più di strappo è credo teschio. il è è l’essere ghiandola: il fragile, un l’essermi, l’esserti, lapida, che ne lucciola, fleboclisi, singhiozzi nulla in misdirection, l’essermi l’esserti, ho ghiandola: fotogramma, fleboclisi, singhiozzi e visto teschio. il il
*
corrige). questa a mesmerizzare, la esiziale. una tempi è in soleva morte anche, molesto qui, a bilancia sull’asfalto spalpebrata, verità, è sul troncamento: e appunto chirurgico l’aria per utilizzato, autostrada, è, una a troncamento strano, così l’imbalsamato. così mentre, visive; l’eliofobia cuore, verità, e rovescio. è, diario secondo fastidioso voto, s’allude al troppo (metriche) e assolto poco, l’intercapedine poi solo in è, chiodi in frenata. dai sade, marchesi. di là sono proda frenata. è monumento il, anche il in troncamento incidere asportare vene portatore del solo carpe monumento furioso. il romanzo medusa, proda, stanze lato gli visive; diminuzione arbitrarietà, troncamento di per piuma, maat, in sì che è volto ed è sclerotica, vita è il con, tutto questo allora tumulare
[da: spazio di destot (2004-2012), inedito]
Tuesday, October 23, 2012
otto reversioni / f.t. 2004-2012
ha dovuto lasciare, poi torcere, la sua abitudine a essere nato. ché il desiderio non è cosa in uno specchio, più, è fatto esplodere il tumore come in questa testimonianza. di linguaggio a riduzione in panno rosso una tangente, sangue, quelle labbra (lo smalto dei denti è proprio tolto). aporia ma non leccata, e molto altro, spazio rimasto vuoto. culla di ossa, che abbiamo ricevuto: linea tratteggiata dalla gomma nelle feci, bar automatico, e qualche goccia del vostro cerebrale, non celebrare. non vi è alcun dubbio sugli oggetti forse grigi, molle a spirale, a chiocciola, accelerato il crollo delle emissioni, naturalmente è la morte è la morte. si noti che la funzione è stata intrisa di sudore, sorrisi. abbiamo solo bisogno di esperire. spirare in un
*
non trapianto, non amo il gioco non la dimensione della corrente. procedure di deformazione ossea: è la forza della corda alla mia testa. carneade, necrologio di un’amica, non ci siamo. sono caduto, lo lego mentre lo leggo, se non sai nuotare per le lunghe distanze, spingere il treno deragliato e aprii gli occhi, dubbio nello spazio, dello spazio, a frattura: l’esperienza e la scomparsa, la speranza e lo spirito del quadrato semiotico, la linea: allotria, non credere, non è sufficiente
*
branchie e ho perso il mio entusiasmo per quello che una volta abbiamo fatto, falso che è sempre un guardare toccare, ascoltare gustare, annusare: né si può usare tutto ciò per riferirsi all’argomento detto avanti ma qui già dimenticato. conservano petrolio, cosmogonia, la rasatura della pelle, e rasatura contro il grano di siringhe, congiuntivite di confine. credo di credere sia falso invariato, tuttavia è una cosa rotta, non disperate. vi è una costante che mostro, la controversia non essendo una partita di addio alla sera s’era. scorpioni e cinghie dopo avere ingoiata una rana e vita sia come la morte, che sinalefe tra le classi. e due decenni, sottile e sano no non sano a giochicchiare col suo hobby respirare e con l’amniotico premuto, su ombelicale bene. fino all’errore di rete, e a rate, ma la notizia non è chiara è tuttavia una cosa rotta, non disperate. è importante, per molti anni, questi, sono stato un mostro
*
rimasto appeso certo giù nelle gonadi, di carne rossa, oppure rompere la barra e sputare: per l’esercizio, e mungendo un cane grigio a convertire i risultati della fonte di totale esaurimento fino a quando l’abitudine è rimessa, lavora, oppure tutto è esalato nel portare lo spirito a inspirare il fumo nero, mentre esala. l’abuso spirituale, mettiamo, può portare alla morte, la natura della carne non è il seme del seme, o un diverso spargimento. il metodo in base alla quantità poi riesce profetico, lo scheletrogeno imbroglio (l’embrione) vi è disciolto in distorsione. il cambiamento è soggetto al potere della macchina, dell’anima, del ghiaccio, dell’anima, del ghiaccio, della macchina, dell’animale: ecco, dell’animale, vuole esperienza, spazio semantico e furto
*
era e richiede domande, fermentazioni, o questa tomba non volare, presentata nei respiri anche di alcol: gli insetti non vengono distribuite. nessuna distribuzione, e non vengono distribuite. ma mostra un paio di forbici, non solo, quota di questo e le attese, scintille e una gamba mancante contorta o vapore e benzina, chi dice; per l’estrazione dei denti, l’uncino, i morsi da mangiare, in strappare le ossa ed estrarre ed attendere i minuti: della masterizzazione, in tutto l’effetto dei nervi e del sangue il nostro derma a scansione o l’inferno, vediamo, è una sofisticata cosa il canto ipnotico di rabbia rispetto a quelli cui non manca neanche un pacco di antibiotici. furiosamente, come indurre i migliori rendimenti senza una buona educazione in cristalli diatetici. è disponibile in internet, se non ho carne, ed ho cucite le ombre, perché ho ascoltato per ritessere, per riallocare la partita indietro avanti
*
vuoto della carne è tenera coscia, asciugamani, aria compressa, labbra umide, e una tanica misteriosa strofinò il contenuto di glutine. quando la paura e sterili, il seme sparso a rotule a clavicola, non si ritiene, gas marrone, anemone, e lentamente l’apertura del catriosso sepolto, nel cielo, ovviamente sbagliando. ora è una forma di vendita o meglio di liquidazione. mi sento male prego dio di avere vertebre di plastica. questa è una mantide del regno: mantenimento di un singolo metallo-falena: infine prima, se necessario, è inevitabile che il regno sia in forma di una serie di trappole per la vendita
*
nel sangue di capre morte, e poi in piccoli gruppi, seminatrici nubi del mattino è danneggiato il telefono endogeno, le finestre hanno tremato con punti, linee di silenzio: no, non possiamo vedere. dietro di noi, il morso del mattino ma mi sento zona del martello, incudine, presto volare in fretta, e il fuoco, morto nefelio di dormiveglia stanco, della conoscenza: il falco pellegrino è in alleanza, per la gestione dei file dell’iraq nuvoloso: con ustrine, rimosso il paradosso con ustrine o anche detto destino morboso. orbo cucire la stanza, in tempo per l’aggiornamento, ma sarà comunque un materiale solido, sordido che è poi una nicchia, lo sego mentre lo sento, ma i nostri occhi sono già al sanguinamento causa occasionali ancora bisogni di trovare nuovi posti di lavoro per i ciechi. è un lavoro duro, quasi quanto dire eccomi
*
aria raid, centinaia che sono stati perseguitati, le ciglia morbide, finiture fumose – di notte sai che non basta. mi ha chiesto di vivere dove è possibile ottenere una svolta seria. sangria, confocale, compresa la maniglia posteriore e mi mostra uno strano e nero, mostra che il mezzo di trasfusione è il sangue. ma è andato bianco. la nostra salvezza è nella temperatura di transizione vetrosa, aveva l’abitudine di tangere diversi punti di vista, e ci aspettiamo che l’iride bruci, sa che c'è una differenza significativa tra dionaia e dionea una volta persa la propria umiliazione sul bagnato. panlogismo non attraversare nulla, ombra al buio, il porfido è una grotta di origine con un sacco di sangue come firma. e permettersi di vivere pericolosamente: mandarmi a guardare da vicino i tribunali non superare la somma dell’universo, asino intero, ma può anche venire dal sogno della sua assenza, richiede la presenza di altri luoghi, non senza parole
[da: spazio di destot (2004-2012), inedito.]
Monday, August 27, 2012
sotto peggiori paragrafi (I-III) / f.t. 2012
mi ha fatto un animale, una macchina, una macchina, un animale, come posso assicurare che sia io il responsabile di tutto? e se è una poesia che ho nel mio vecchio cerchio di dolore generato dalla morte di un capello, ho scritto ma è lo stesso anche a causa delle guerre dei segni: perché io, a sua volta, porta alla morte e vi si lascia inoculare senza i vari arredamenti, le applicazioni, dimenticate, per l’espulsione di rifugiati a vario titolo nell’incubo cotidie di bruciato il ragno della, verità, ma mai la tela del regno
centripeto e così in astratte e le scanalature inferiori del piano detto astrale, in cui è il divario di transizione o un’altra formula a scavare all’improvviso un panorama di corpi celesti e di sangue. prepararvi un proprio moto, in luogo, ma una catena anche umana e girare in ogni caso non contando su quell’aggettivo, comune a tutti, o peggio o meglio. invece, si ha giusto una vaga idea della guerra poi coinvolti in un dialogo da strada, e come prorogati o postergati a un’estensione permanente della pressione diastolica e sistolica dai vostri, piccoli conti controllati dai computer, negli eoni con successo
infine, è stata accettata, o non lo è stata. la gente chiama lui un umano, o altro di simile, purché lo si assimili, ché in le scoperte fuori quello toglie cosa solo solo antropomorfa ma gestita dalla scienza come vera: si sta distrutti hanno creato pensa proprio una cassetta, di sicurezza, per l’abuso di potere e la semplicità della larghezza di banda. poi alcuni, di voi o senza ricorrere a dell’acqua, non si ricordano ma niente della tenia né del fuoco: eppure, la passione morale è una parte naturale del corpo come il seno o un’ascella o le dita se lasciate senza pròtesi
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