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Friday, April 17, 2015
Gregorio Tenti - cinque testi
da Sirima abitale
comunque non andai alle nozze chimiche
alla fine rimasi sotto i cedri
dai denti di drago nacquero cose nuove
e Oklahoma City
la corsia sottomarina assedia i toraci
fa la parte della sciagura, ho amato
una per una le tue consolazioni gli enormi
batoliti del McDrive, insieme
facevamo impazzire gli holocephali la cui patria
è il cielo ora lo vedo quello che si accosta
nonostante la libertà infinita
sul grande nastro di calore e di vento
***
nelle stragi l’apnea ha un posto
nella cruenza si distingue il rame
quando non scorta le regioni in ottica
tubolare non segue altri mezzi
trasduttivi della specie, muove
nella paresi tramandando
inesistenze stagionali, strane congiunture
sotto la dentatura della lotta
come vedi credo ancora nei tuoi divaricamenti
e nei divaricanti in generale devo credere se anch’io
un giorno vorrò - nelle correnti che dicevo
avere luogo -
quando la conta si abbrevia lo sconosciuto perviene al sole
esattamente come disse la pronuncia
ai celenterati senza nuca, per gemmazione
presenti e poco dissimili - così nella
necessità inassistita / di ritrovare me le mie amorose
terminazioni, sarò felice di ascoltare
i satelliti smarriti e le sacche
ugualmente dotate di rimpianti
nella poiesi delle vocali
arginate e battute, per vibrazione magari
qualcosa tra lama calda e acqua nel suo spazio
cresce per i mesi sulla piana
delle mutazioni piane delle cose,
orizzontale sul perdono
***
Anassagora guarda il mare senza lingua,
il risvolto di un vento che allontana
e disabita l’arte del vasaio
guarda, guarda è tutto qui
gli esplosi capodogli diramano
dorsi di terra e di acqua
gli opossum fingono di morire
e certe volte muoiono fingendo (allora
vedono il globo senza
poterne sbagliare il nome, o così dicono)
durate volgono per le insenature
a stento trattenute dagli omissis
Anassagora saprai adesso educare
alla virtualità vestibolare
a calci sputeranno il plasma dalle grotte
sommerse e dai quasar
dalla falda livida che temi ti dissolva
sulla tua superficie di dolina
***
la matrice nel suo esercizio
la mantica della luce il nudo avverbio
che è detto dal nudo dire
ha potuto conferire con Nureyev
perdente nel suo recercare
un fermaglio qualunque una clausola
ha detto che l’aria odorava del filo
delle striate contee animate
che sentiva il vento liscio negli argini
contrattili disperdere
per le anse scheletriche ma / tu capisci
confesso questa postura
che decanta senza mai / sottrarre, malgrado
le caviglie strette intorno ai polsi
***
nostro caudato compito è vedere in anticipo
la nostra discesa in pietra
il caduco parallelismo in vita
cerca spazi di tranquillità, nel mentre
si sgomitola tra le falangi incalcolabili
il commune
l’emergenza della costa nelle carovane
non è l’ostrakon ma / la pelle
che risponde e non conosce espunzione
il nostro tempo cala nei pori
la nostra amicizia riassume a brani
il vento invisibile, colloca
sotto le pareti / il polmone per la pesatura
quindi nostro larvato compito è con debolezza
cardare i paesaggi entro la dolce cadenza
con raccolta memoria dare asilo
alla rovina nel disegno corrisposto
*
Gregorio Tenti è nato ad Arezzo nel 1993 e studia Filosofia all’Università di Torino. Suoi testi sono apparsi in rete su blanc de ta nuque e Carnaio. Fossa (non) comune. Nel 2015 è finalista del premio “Opera Prima” indetto da Poesia 2.0.
Tuesday, September 16, 2014
Alessandra Greco - da " La memoria dell'acqua"
(…)
blanche-neige
dormir du sommeil du juste
endormi
climat glacial
ennemi juré
mettre une rallonge au fil électrique
quand on ne fait rien de mal on n'a rien à craindre
exégèse
c'est un modèle de bonté
l'armée du salut
être dans l'exercice de ses fonctions
corps mince
jambes fluettes
voix fluette
frêle
exiler s'exiler
point de conjonction
tout vient à point à qui sait attendre
à parti pris point de conseil
à méchant ouvrier point de bon outil
pollen pollen pollen
léthargie
la position couchée d'un malade
il est facile de juger après coup
la faim chasse le loup du bois
persister
jusqu'à la mort
to die well2
cercare la chiarezza prima dell’impatto la sua luminosità indagando dall’interno verso l’interno quello che avviene all’esterno e per quanto possibile rimanere vigili derivando le attività funzionali del corpo dall’assunto principale che accumulare energia è la conseguenza di un lavoro prima cammina poggiando a terra tutta la pianta del piede
A meno di 200 gradi sotto lo zero l’aria diventa liquida e ha la proprietà di vetrificare tutto ciò che vi viene immerso rapidamente. Se si velocizza il processo di raffreddamento e si usano sostanze antigelo si riesce a realizzare la vetrificazione dell'intero corpo. La temperatura di un corpo è fornita dal moto degli atomi e delle molecole; l'energia cinetica derivante dal movimento è responsabile delle reazioni chimiche che avvengono. Maggiore è la temperatura, maggiore è la velocità delle reazioni. Se pure la temperatura caratterizzata da totale assenza di movimento (zero assoluto) non è fisicamente raggiungibile, il congelamento a temperature molto basse (ottenute utilizzando, ad esempio, l'azoto liquido) consente di minimizzare l'energia del sistema e a raggiungere una condizione in cui le reazioni chimiche sono molto lente. Un sistema di questo tipo può in teoria restare per lunghi periodi sospeso senza modificazioni chimiche sostanziali.3
privo di palpebre squali continuano a nuotare la circolazione del sangue in controcorrente rispetto a quella dell'acqua assorbono una grande quantità di ossigeno disciolto nelle branchie non è possibile capirne a prima vista lo stato dormono di una specie di veglia il cervello è fatto riposare i sensi sono attivi non un sonno reale non scendono in sospensione delle attività continuano a guardare
Il existe une relation étroite entre la couleur, la forme, l’habitat et le mode de vie d’un requin: il y a celui de couleur sable, si plat qu’il épouse la surface du sol où il passe le plus clair de son temps, il y a celui de couleur eau, à la forme très hydrodynamique et qui ne se pose jamais; et puis, il y a tous les autres4.
(…)
(Photosynthesis_Il Corpo Esposto)
il corpo fasciato esprime la sua natura di pianta
nella sfumatura le spalle
distinguo i fianchi dove ha mani ginocchia piedi
nello stacco contro le lastre d’acciaio privo di ombra
privo di echi
sul limite in corrispondenza a un intorno una nuance
di luce in frammenti ritmati alla porta
allo scopo di sottrarsi ai colpi del destino
Vivi nascosto è la divisa del saggio
poi, procedere a piccoli passi, e pochi per volta.
Gli autotrofi più importanti per il ciclo del carbonio sono gli alberi
delle foreste
captazione dell’energia della luce nelle endomebrane
di garza Lazzaro bianco
il sole è una sorgente di fotoni a diversa frequenza: diversa
energia ha
l’acquiescenza
la struttura ad anello delle clorofille simile alle porfirine
cambiare luogo, spostarsi, trasmigrare
(nell’emoglobina, nei citocromi)
solo una sfumatura ancora umana
( il fitòlo dei sospiri nell’assenza di chi guarda (all’assolto
l’assoluto)
lungo la catena idrocarburica
atomo di Mg++ coordinato nell’anello
assorbimento nel visibile dovuto al sistema
dei doppi legami coniugati
clorofille: a, b: piante; c, d: protisti e cianobatteri.
Batterioclorofille sull’acciaio minuto della sfera.
Per i sostituenti sugli anelli per la posizione dei doppi legami
la luce muta in aria.
Attraverso lui
vivere
per l’intera durata del mio tempo!)
la luminosa clessidra
a piccole curve trasparenti e ordinate
affiora unificando
quella cordiale forza che lo aveva prima agito
il primo pianto di un neonato
nell’intermittenza del neon dall’altra parte di qua, dove sei morto,
forse nasci.
Così il non detto ha creato il nascondiglio.
Così nel nascondimento ho rubato.
E il nascondimento si è portato via altro,
e splendeva agli occhi il segreto girato
che possedeva io l’altra metà delle cose e dei fatti.
Così potevo rispondere,
non me,
e completare il non finito.
E avevo già fatto qualcosa di più grande,
ero involuta.
Così,
potermi nascondere come si fa un germoglio,
non era più possibile
questo
i tuoi capelli-luce chiusi nella finta pelle nera.
Come si spiega gl’iridi a osservarlo che va via, che lascia!
Cerchi, avvolto in un piccolo sonno, le sue bianche reti che
scavano confini.
L'acido usato nella concia migrerà nella foto prima o poi
facendola sbiadire.
Solo una lacrima
ha un significato,
nella semioscurità della palpebra,
ma non ho potuto tagliare aprire
la finta resina della pelle in tanica di poliure
tu sei, senza il male esteso, tolto dall’attimo come sono gli occhi di chi non parla complessi centri di reazione fluorescenza nel rosso della clorofilla isolata la maggior parte dei pigmenti funzionano come un’antenna che tiri su un saluto immenso deve tutto gennaio piovere, e la febbre restare nella casa ancora qualche giorno eri, tra le mie dita nella mia stretta forte la corda scioglieva la carne un equilibrista della vita, fino a raggiungere la temperatura del punto di rugiada. Ancora il tuo passo scomposto in particelle temporologiche, nel decadimento dei muoni.
L’acqua si condensa in nube, le gocce in sospensione le loro piccole dimensioni. Le particelle di ghiaccio, il progressivo ispessimento dei cristalli; cadono ma si sciolgono prima di toccare il suolo.
E’ venuto il tuo ricordo più pacato, la foglia artificiale, i protoni che si formano con l’ossidazione dell’H2O si trovano all’interno del lumen, il peso immateriale gravato sul cuore, compongo il tuo viso nella nuvola, porta con sé tutto il mio corpo eccetto il cuore, un elettrone innesca un processo ciclico luce-dipendente, si apre lo stoma del fiore
è con il cuore così appesantito che resto legata alla vita,
altrimenti volerei via con te, e
non farei più ritorno a casa.
Nell'albero genealogico siamo i figli piccoli, nelle membrane tilacoidali, un giorno saliremo in linfa, per fare l’aria le grandi forme di vita libera. Ventus est fluens aer.
–in lucere –
Si dice: bere l’aria limpida del mattino
riuscendo quindi ad attraversare l'atmosfera.
(...)
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
2 Biancaneve
dormire il sonno del giusto|addormentato|clima glaciale|nemico giurato|fare una giunta al filo elettrico| male non fare paura non avere| esegesi|è un esempio di bontà|l'esercito della salvezza|essere nell'esercizio delle proprie funzioni|corpo esile|gambe esili|voce esile | fragile| esiliare esiliarsi|punto di congiunzione|dai tempo al tempo|risoluto pensier non vuol consigli|cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona|polline polline polline|letargo| la giacitura di un ammalato|del senno di poi son piene le fosse|la fame caccia il lupo dal bosco|perdurare|sino alla morte|fare una buona morte
(Blanche - neige è un estratto da Quadro*)
(Blanche - neige è un estratto da Quadro*)
3 rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Ibernazione
4 Esiste una relazione stretta tra il colore, la forma, l'habitat e il modo di vivere di uno squalo:
c'è quello color sabbia, così piatto che sposa il fondale dove trascorre la maggior parte del suo tempo, c'è quello del colore dell'acqua, dalla forma molto idrodinamica e che non si ferma mai; e poi ci sono tutti gli altri.
(Serie di fotografie, in sequenza, scattate alla didascalia di una teca nella sezione dedicata agli squali del Seaquarium a Le Grau-du-Roi, Linguadoca-Rossiglione (Francia), durante un viaggio nel 2011, e che ha in seguito ispirato gli studi e la raccolta La memoria dell'acqua_Grésil sur l'eau pour faire des ronds. )
*
**
Alessandra Greco è nata a Roma nel 1969. Scrive poesie/prosa per letture o performance dal 1997, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, dove vive e lavora.
Monday, September 23, 2013
la poesia / la scrittura di ricerca: i dialoghi e gli interventi recenti su "l'immaginazione" e "alfabeta2" (e altrove)
da slowforward:
Andrea Inglese, Verso una letteratura generale? Riflessioni a margine del progetto EX.IT
in "l'immaginazione" n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/e http://puntocritico.eu/?p=5798
in "l'immaginazione" n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/e http://puntocritico.eu/?p=5798
*
Andrea Cortellessa, Per riconoscere la poesia: tre connotati
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106
*
Andrea Inglese, Per una poesia irriconoscibile
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/
*
Presentazione di alfabeta2 a Roma, 25 settembre:
http://slowforward.wordpress.com/2013/09/20/alfabeta2-alla-sala-della-crociera-roma-25-settembre/
http://slowforward.wordpress.com/2013/09/20/alfabeta2-alla-sala-della-crociera-roma-25-settembre/
*
Addenda possibili/utili per EX.IT:
*
Saturday, August 3, 2013
Thursday, April 25, 2013
awakening / greg evason. 2013
my friend
who once told me
not to go crazy
approaches me
in the park
and asks me
what I’m up to
I continue watching
the big yellow furry caterpillar
and I say simply
“the awakening”
he walks away
and
never talks to me
again
Tuesday, April 9, 2013
sarebbe inutile dirlo, dirne / giuliano mesa. 2000
- La poesia italiana contemporanea ha bisogno dunque di tornare a interrogarsi sul proprio rapporto col reale?
Intanto, direi che la poesia ha sempre bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe sempre interrogarci su nostro rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando sempre anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere sempre nuova, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di nuovo inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al nuovo inteso come “tappa di progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” – “fine del nuovo”. Quel progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma il nuovo inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte in rapporto col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è finita trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il nuovo di fine secolo…
Intanto, direi che la poesia ha sempre bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe sempre interrogarci su nostro rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando sempre anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere sempre nuova, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di nuovo inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al nuovo inteso come “tappa di progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” – “fine del nuovo”. Quel progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma il nuovo inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte in rapporto col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è finita trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il nuovo di fine secolo…
[da: G. Mesa, Intervista per "Il vascello di carta", n. 4, 2000, a c. di L. Magazzeni]
Sunday, January 27, 2013
b t w b h (come si ricorda?) / f.t. 2011
a s.
le dette in maggio, da Tauber,
ripeti: a ogni estremità del corridoio.
ripeti: a ogni estremità del corridoio
c’era un dentista. ripeti: c’era un dentista
che strappava dai corpi. ripeti:
che strappava dai corpi
i denti d’oro. – e queste
in questo, tenère, e le altre;
viale con coppie,
sopra; con molte lu
no, se anche così è un coprire,
se ne fai cosa di parole da una striscia
di garza, dalle tue troppe ore al giorno di
sono, e inascoltato il vuoto, occupato per fare
che nulla accordi a nulla il moto, e «è dato
il posto che è dato», carbonio stia
serrato ad altro, carbonio – né fare
dire dopo visti lei una lui uno
(ora posarle l’orecchio sul ventre):
che lì la banca li guarda;
e che nel gastro
le stragi
. . .
Thursday, January 24, 2013
da: piccolo breviario dell'automazione / andrea leonessa
ESODO DELLA CORRENTE
I
Nessun oceano nel darsi al fuoco
pacatamente come – ed è mosso da una mano
come reale s’approssima al volto, riceve
un feedback dall'acqua + che altro
un return0. In alta tensione, 30.000 AC#
la carne è percorsa dall'Apparizione.
Oltre la tensione nominale, quidni
al valore rispondente all'isolamento
la carne incorre nella dislessia, nell’estasi
od altre difficoltà d’apprendimento;
nell’abolizione dell’alternanza, ora
questo è il nostro nome per sempre.
#AC è una convenzione, un artificio
per convertire la tensione, per fare corpo
della paralisi solo la misura di uno scheletro
poiché aldilà non riesce nella divagazione.
Esponendo una gamma di albe fratturate
questo pomeriggio media il disturbo, lo diluisce
nelle interiora del mare od impone un naufragio
sulla superficie della carne; questo sangue
è pedice della retina, è un globulo incolto
questo macello galleggiante, disintegrato
dalla scissione del mondo resiste come participio,
come un passato alternato.
VI
TRIFORZA MOTRICE
Nell'omertà della carne accade
brandello per brandello che una sequenza
organica tenda al mondo, allo stato reale;
settembre causa soffocamento, è# di effetto
sul polmone, sul corpo accordato.
Non cede il cordone terrestre e muove
raccolto lo spazio preservando misure
affinché dall'ossigeno non si possa distare:
qui accade soltanto un silenzio, sempre
il medesimo, da tempo ritratto
al di là di esso un tabernacolo
sul dorso della carne integrato
al neurone e nella fede soltanto;
mamma, è reale la gravità
della carne a te dovuta³?
# è un nulla, questo richiamo
nel/la carne/cappella/chiesa/cattedrale/macello
non vige alcun arbitrio, e tutto avviene
congiunto senza flessione, motoseghe;
sono un baco da nylon, sintetizzando
ne consegue che è un richiamo, questo nulla.
La morte blu scherma un corpo, assegna
un errore, una carne al vapore#.
Allora è una notte causale, un dolo
del sole, ed altrettanto ridiamo
come refusi in processione.
#errata corrige[valore]
«Ciao sono mamma, al limite
la carne è uno strapiombo
approssimato, nel suo adempimento
apparecchiato a decedere; posata,
messa a terra, la carne è una sosta
nel concorso del nulla»
«Grazie, non accetterò un ignoto
né la sua ecstasy, nondimeno questa carne
la vertigine»
IX
YHWH ANSWER
Umanamente parlando, la guerra è orrenda
eppure la guerra tra le giraffe riesce nell'essere,
ad esagerare ancora; come una carne che stenta
nel risolvere la divergenza, la guerra è animata
dalle cose che possono essere raccattate dal suolo
come bibite, cartacce, sigarette, Storia della lingua,
piscine, Nietzsche, bibite, cartacce, sigarette, ecc
ogni cosa diviene per una giraffa mezzo di equitazione
oppure oracolo contestualmente alla lascivia dell'animale
ma, viene da sé, anche la bestia meno erudita, sfinita
dalla cavalcata compila un organico di alcune domande
ecco le due che appaiono con maggiore frequenza
ZooFaq numero uno
D - Sento un grande vuoto dentro
come posso diventare meno spaziosa? Un corallo?
R - Un cadavere appare corposo, mmhh,
un cadavere occupa spontaneamente uno spazio;
non più «non finisci quello che hai iniziato»
bensì «ben fatto figliuolo, è così che si sta,
fagli vedere cosa significa essere morto»
giacché la morte è un progetto d'avanguardia
di cui non si vede fine, un progetto eterno
che scoraggia anche la più ardita delle giraffe.
Ma bisogna crederci in questo progetto, o no?!
Allora crediamoci un poco! Grinta ragazze!
ZooFaq numero due
D - Dove posso trovare una sit-com
in streaming, che sia ripetitiva ma divertente?
R - www.ansa.it
X
HALL HAIL
La notte di Ognissanti ho organizzato
un sussulto vaporoso, un turibolo-party
(...Te lo giuro, era chiaro con cosa dovessi presentarti)
dove ognuno spargeva quel cazzo che voleva
e vinceva la puzza che non andava e fu Warzone 2100,
esatto, lo strategico per Playstation che risuscita
un po’ come, sappiamo, non converrebbe ai morti
ovvero con il ricordo di una missione a tempo
ed una terra desolata abitata da gente così strana
da desiderare un futuro; personalmente non voglio,
generalmente intendo, figurarsi vivere ricostruendo.
(è la fine, pensavo, così t’ho fatta entrare
perché questa mania di riprovare, e non mentire...
Ok, prossima volta non dimenticare il turibolo
già sento la puzza delle giornate di Sodoma
che durerà, dureranno sempre più di noi)
[ N.d.R. la sequenza è interamente leggibile sulla pagina web dell'autore ]
Sunday, December 16, 2012
b t w b h (blind spot, retches, ὑποτείνουσα ) / f.t. 2009-2011
è in strada e niente scalzi, ai nervi no
piattino, non l’angolo con quella mutilata –
alberello | bachelite | samarìdio
o mette avanti lui pellicola diversa fa interfaccia
con le alghe che attillate, là ai satelliti cascati, le meduse
fra i pilastri della circonvallazione:
cosa detta è massacrata, qui
se in altro ordine di appunti (puntuazioni)
l’occhio ha visto sé nel vetro
bocca ha chiesto se occhio avere
visto il proprio – in questo – punto cieco
* * *
o no ed è fatto con
to sui conati – miocloni che ne vanno
– in dato darsi l’orrore di passare passando
le due dita sul costato, che ne costa se coeso
a cataste, di disgregati, l’infesto letto sul retro
magnete del foglio, slegare, nemmeno, nequire,
il nervo teso sotto allaccia qui ad inchiostro e tabacco,
una tazza di nestlè le ossa bianche che lascia,
di ch’è composta -plice -cata e dirsi avendole
predate, la stessa
mano che adesso t
i ad esso ti s
trozza
Tuesday, September 4, 2012
122 parole / carlo cuppini. 2012
cane, fango, casa, strada
vento, cane, fango, casa
strada, bosco, sasso, cielo
Elsa, bosco, casa, strada
Nara, Marco, Wilma, sparo
strada, vento, fango, cane
sparo, gamba, Velio, Enzo
sasso, sparo, cielo, bianco
Maria, Rosina, ruscello, poi
polvere, scacciano, fermano, afferrano
cane, dove, sparo, testa
fucile, Giuseppe, granata, quando
scarpa, testa, fango, terra
Norma, terra, mamma, testa
zoccolo, orbita, fegato, quando
pancia, occhio, guancia, sparo
Wilma, Anna, Lia, Anna
anni, mesi, giorni, Anna
venti, Mirta, giorni, Anna
vento, Carmine, Lilla, anni
Roberto, Gianfranco, ore, culla
sparo, collo, testa, bianco
bianco, Nadira, Maria, Maria
casa, Carla, passo, sparo
polvere, polvere, gengive, rantolo
casa, dietro, fiamma, sotto
Anna, scampo, Luigi, Maria
stanza, rifugio, silenzio, sparo
sparo, terra, vento, scampo
silenzio, respiro, aria, aria, aria, vento
[da: Dittico per Sant'Anna di Stazzema. Continua qui]
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